Log In now to add this GigaPan to a group gallery.
Log In now to add this GigaPan to a gallery.
About This GigaPan
Toggle- Taken by
-
Vittorio Ghelfi
- Explore score
- 1
- Size
- 3.64 Gigapixels
- Views
- 772
- Date added
- January 03, 2012
- Date taken
- January 04, 2012
- Categories
- architectural, fine art, indoor, virtual reality
- Galleries
- Vittorio Ghelfi's Portfolio, MUSEUM
- Competitions
- Tags
- Basilica_del_Crocifisso, Crocefisso, como, fotografia_chiese_santuari, lombardia, italia, italy, vittorio_ghelfi_gigapan, daniele_dramisino, service_project, como_turismo, amici_di_como, curia_como, padre_livio, Ghelfi, annunciata
- Description
-
Il terreno su cui sorge ora il Santuario era una volta malsano e paludoso, a ridosso del fossato che cingeva la città murata di Como. Sorgevano qui miseri tuguri e casupole che godevano di dubbia fama. Nel 1236 il canonico Erasmo Campacci pensa di bonificare in tutti i sensi questa zona e vi costruisce una chiesetta in onore della SS. Annunciata.
Nel 1399 molti pellegrini europei si erano concentrati in Parigi per prepararsi al viaggio a Roma in occasione del Giubileo; alcuni di essi, di ritorno da Roma per il Giubileo del 1400 e di passaggio da Como, alla chiesa dell’Annunciata lasciarono il Crocifisso che li aveva guidati lungo il viaggio. In questo modo Como ricevette il celebre Crocifisso.
I confratelli dell’Annunciata, poi, nel 1608 recandosi con quel Crocifisso processionalmente , come tutti gli anni, a visitare le sette chiese, giunti al ponte di S. Bartolomeo, trovarono la strada sbarrata da due grosse catene, una sovrapposta all’altra, stese per impedire l’entrata in città alle scorrerie nemiche. Le estremità delle catene erano attaccate ad anelloni di ferro impiombati nei muri laterali ed assicurate con chiavi.
Non essendo accordato loro il permesso di passare, non rimaneva altro che passare sotto le catene. Ed ecco, all’abbassarsi del Crocifisso, la catena superiore viene strappata dal solido muro di pietra, trascinando con sé dalla cantonata destra una grande quantità di pietre.
Il prodigio, come risulta dagli Atti del Processo celebrato nel 1608, è di una semplicità sconcertante, si sarebbe indotti a pensare che si sia trattato di un fatto originale, anche se straordinario, destinato a non avere seguito. Invece, la tradizione e la devozione rimaste vive più che mai, continuano a ricordare quel miracolo.
La Basilica è formata da un’unica navata a croce latina. Nelle pareti laterali si aprono quattro cappelle, oltre le due formate dall’asse trasversale del transetto.
Il vasto tempio (lunghezza m.70 per m. 32 di larghezza) è un susseguirsi di volte e cupole affrescate in epoche successive. All’esterno, si erge il maestoso campanile, attribuito allo Juvara. In un ambulacro accanto alla chiesa si trova un’interessante raccolta di quadri ex-voto di tutte le epoche e dimensioni.

fetching snapshots...
GigaPan Comments ()
Toggle Minimize gigapan_comment